Scena III : Contessa, Susanna, e poi Cherubino.
Ca: Quanto duolmi, Susanna, che questo giovinotto abbia del Conte le stravaganze udito! ah, tu non sai .... ma per qual cosa mai da me stessa ei non venne? Dov'è la canzonetta?
S: Eccola, appunto facciam che ce la canti. Zitto, vien gente... è desso: avanti, avanti, signor uffiziale.
Cherubino: Ah, non chiamarmi con nome sì fatale, ei mi rammenta, che abbandonar degg'io comare tanto buona!
S: E tanto bella.
Ch: Ah, si certo!
S: Ah, si certo! Ipocritone, via presto la canzone, che stamane a me deste, amadama cantate.
Ca: Chi n'è l'autor?
S: Guardate, egli ha due braccia di rossor sulla faccia.
Ca: Prendi la mia chitarra e l'accompagna.
Ch: Io sono si tremante, ma se madama vuole...
S: Lo vuole, si, lo vuol, manco parole.