Conte : Cosa sento! Tosto andate, e scacciate il seduttor.
Basilio : In mal punto son quì giunto, perdonate, o mio signor.
Susanna: Che ruina, me meschina, son'oppressa dal dolor.
C, B: Ah già svien la poverina, come, oh Dio, le batte il cor.
B: Pian pianin su questo seggio.
S: Dove sono? Cosa veggio!
Che insolenza, andate fuor.
C: Siamo quì per ajutarti, non turbarti, o mio tesor.
B: Siamo quì per ajutarvi, è sicuro il vostro onor.
B: Ah del paggio quel che ho detto,
era solo un mio sospetto.
S: È un'insidia, una perfidia, non credete all'impostor.
C: Parta, il damerino,
B, S: Poverino!
C: Poverino, ma da me sorpreso ancor.
S,B : Come? Che!
C: Da tua cugina, l'uscio jer trovai rinchiuso,
picchio, m'apre Barbarina paurosa fuor dell'uso,
io, dal muso insospettito,
guardo, cerco in ogni sito,
ed alzando, pian pianino,
il tappetto al tavolino,
vedo il paggio....
Ah, cosa veggio!
S: Ah, crude stelle!
B: Ah, meglio ancora!
C: Onestissima signora,
or caprisco come va,
S: Accader non può di peggio,
giùsti Dei, che mai sarà!
B: Così fan tutte le belle, non c'è aicuna novità!